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Pump Pope Art è una pièce teatrale scritta da Giovanni Lauricella che è stata ospitata nelle sale della galleria Preferiti per il finissage della mostra di Dario Falasca il 19 marzo 2016.
L’azione performativa ha avuto per fondo scenico le foto di Dino Ignani e Angelo Zanecchia, con il video di Lara Cetta, che si sono visti nella prima sala all’ingresso,sugli archi superiori, e con le ironiche immagini di Viviana Mauriello proiettate nel televisore sulla parete di fondo dell’ultima sala.Una messa in scena tipo i filmati di Guy Debord dove scorrevano le testimonianze visive, quasi un Blob alla Enrico Ghezzi di cui però Lara Cetta introiettava il fenomeno visuale.
Interpretata da quattro schizofrenici, vittime della patologia sociale che si vuole denunciare.
Pump Pope Art è il martellante bombardamento mediatico di immagini che rende chi le subisce una pattumiera dove il cervello è una turbinosa sinapsi di immagini spazzatura che ne condizionano le scelte. Patologie neurologiche interpretate da Viviana Mauriello, Anna Maria Nagliero e dallo stesso autore, con un intervento dadaista da Carlo Maria Causati a cui faceva da contraltare e da pretestuoso appiglio storico la narrazione di Anastasia su Papi, Papesse e scismi. Come ad emulare la comunicazione pop (propriamente popolare) di Papa Bergoglio, Pump Pope Art vuole clownescamente pontificare sulle disquisizioni dell’arte contemporanea che tante questioni e polemiche solleva. Un improbabile sommo personaggio, il terzo Papa, come un ladro, con tanto di passamontagna e piede di porco, nella ricorrenza del Giubileo in cui si sono aperte tante porte, apre o scassa la porta dell’arte, probabile paradiso degli artisti e degli amanti dell’arte.
Una situazione scatenata da personaggi folli, scombussolati, spesso balbettanti, che si propongono al pubblico; dei celebrolesi infortunati dalle immagini che propinano discorsi solipsistici, anche se combinati insieme sono individui che credono di essere protagonisti ”unici”, come intendeva Max Stirner. Protagonismo fatto di scarti mediatici che danno vita ad interventi asincronici tipo splatter ma senza sangue.
Questa è una delle tre opere scritte da Giovanni Lauricella per il Dirty Theatre, che prende spunto da fatti di cronaca e vuole essere un genere splatter. Vicine all’horror o al Gran Guignol le prime due, Voglie Violente e Vi seppellirò tutti, mentre a carattere ironico – caricaturale è questa di Pump Pope Art.

Link video https://www.youtube.com/watch?v=xuqtdYL4txs

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